domenica 31 agosto 2014
LIFESTYLE

Sindrome da rientro: il caffè (un po’) aiuta

Periodo critico quello del ritorno in ufficio dopo le vacanze: stress, apatia, mal di testa… Prevenire, e curare si può  – con amici, sport e perché no, anche con una giusta dose di caffeina (e di sesso).

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Per molti lavoratori questo è il periodo dell’anno più critico: quando le tante agognate vacanze sono finite, il trantran della vita quotidiana ricomincia e ogni pensiero felice sembra perduto. Arrendersi, chiudersi in casa a compatirsi e soffrire non è l’unica soluzione. Ce ne sono diverse, fra cui una bella tazza di caffè fumante.

 

Post-vacation blues

La chiamano così gli inglesi la sindrome da rientro (dove la parola “blue” significa tristezza) segno che non è solo un problema di noi italiani questa strana sensazione che assale chi ricomincia a lavorare in questi giorni. E non è nemmeno una condizione soggettiva, infatti ne soffre almeno un italiano su 10.
Apatia,  mal di testa, senso di stanchezza e di stordimento, difficoltà digestive, inquietudine, noia, debolezza fisica , senso di insoddisfazione… una tragedia se si pensa che le vacanze dovrebbero servire a staccare la spina ma soprattutto a ricaricare le batterie.
La causa? Non il pensiero del lavoro e delle responsabilità, ma più che altro una difficoltà effettiva del fisico a passare da giornate in cui il tempo e le scadenze sembrano scorrere in modo più “naturale” rispetto alla sveglia  alla schedule delle giornate lavorative, fitte di impegni.

 

Sarebbe meglio prevenire…

Il consiglio su cui tutti concordano è che sarebbe meglio organizzare un periodo di transizione e non aggiungere allo stress da ufficio anche quello del rientro in macchina la sera prima. È anche vero che le ferie si stanno sempre di  più accorciando, si vive meno lo stress da rientro perché sono più brevi di prima ma si devono quindi concentrare viaggi e attività in meno giornate libere. Per i bambini invece il problema è sempre lì, dato che le loro vacanze estive durano mesi, ritornare in città a settembre è difficile e soffrono anche loro questo piccolo trauma da banchi di scuola.

 

Cosa fare

Riprendere la routine in modo graduale, possibilmente senza riempirsi l’agenda di cose da fare subito, nella prima settimana. Meglio darsi obiettivi più limitati e per qualche giorno se possibile lavorare meno ore, o concedersi delle attività ludiche post-ufficio. Tornare al lavoro e pensare di vivere per 20 ore concentrati su scadenze e incombenze è davvero follia, si deve prolungare la sensazione vacanziera ancora per un po’. Con abbigliamento comodo, facendo sport o godendo le ore di sole della sera e della mattina (fondamentale per regolare l’orologio biologico ai nuovi orari), con più calma, gratificandosi con una colazione preparata con cura, con cibi freschi o anche solo concedendosi il lusso di una pizza da asporto o di una cena fuori.

 

Servono pensieri felici

L’antidoto alla noia e alla stanchezza non è dormire o poltrire davanti alla tv, ma fare. Vedere amici lasciati prima delle vacanze, uscire a sentire un concerto, portare i bambini in piscina, andare al cinema… Quasi 7 italiani su 10 (68%) sentono il bisogno di concedersi momenti di tenerezza e coccole per sentirsi meglio e rendere meno traumatico il passaggio dal relax alla quotidianità frenetica. Lo dice uno studio promosso da Antica Gelateria del Corso e realizzato su 1200 utenti dei social network: servono carezze (64%), abbracci (57%) e baci (54%) ma anche programmare un nuovo viaggio (57%) e ritrovare amici e parenti lasciati a casa (44%).

 

Il caffè aiuta. Ma non solo lui…

La stanchezza che sentiamo al rientro può essere combattuta con una giusta dose di caffeina, soprattutto al mattino e nelle pause caffè al lavoro. Prendersi le prime giornate di rientro con una marcia più lenta è la cosa migliore, e concedersi due chiacchiere con i colleghi a metà mattina e metà pomeriggio influisce in modo incredibile sull’umore. Attenzione invece ad esagerare con le tazzine perché la sindrome da rientro non è altro che una manifestazione di stress, e aggiungere un eccitante come la caffeina è controproducente, ci rende più nervosi e non più svegli. Il nostro organismo, dopo una pausa detox dai soliti espressi che scandiscono la giornata lavorativa, ha bisogno di tempo per abituarsi di nuovo – niente di più facile che i soliti caffè finiscano per essere troppi e non ci permettono di dormire correttamente, cosa assolutamente necessaria in questa fase di rientro al lavoro.
Per svegliarsi, meglio una passeggiata, dello sport (o del sesso ad esempio) che stimola le endorfine, sostanze chimiche che fanno dimenticare la fatica e la debolezza e influiscono positivamente sull’umore.