lunedì 21 maggio 2018
LIFESTYLE

Il bar italiano: una storia antichissima

È una storia antichissima quella del bar italiano. Il nostro Paese è da sempre appassionato di questi luoghi di socializzazione per bere caffè o un goccetto di grappa, per guardare la partita o giocare a carte. Ma com’è cominciato tutto questo? Partiamo dai Romani per arrivare ai bar moderni, perfetta fusione di mondanità e comfort.

Storia del bar italiano

Storia del bar italiano

Una parola dai mille significati

Non si può parlare di questo tipo di locali senza comprendere da dove derivi la parola “bar”. In realtà si tratta di una serie di ipotesi, tutte affascinanti. Secondo la prima, bar sarebbe una contrazione di “barrier”, ovvero “sbarra” in inglese. Ai tempi dei primi coloni in Sudamerica, nelle osterie, l’angolo dedicato agli alcolici era delimitato appunto da una sbarra. Il termine potrebbe invece derivare, ancora, dall’inglese, “sbarred”, cioè “sbarrato”. Il periodo risale al XIX secolo, quando in Inghilterra fu proibita la vendita di alcolici tanto che sulle porte degli esercizi vennero inchiodate delle assi con la scritta “sbarred”. In Italia invece la parola bar indicherebbe le due barre di ottone poste al bancone dei locali o, ancora, sarebbe l’acronimo di “Banco A Ristoro”, introdotto a Firenze sul finire del 1800.

 

Il bar come luogo d’incontro

Potremmo definirlo un prototipo di bar quello che gli antichi Romani chiamavano “taberna” che all’interno di un caseggiato accoglieva i viandanti per rifocillarsi dopo il lavoro o un lungo viaggio. Qui si servivano vino e piatti caldi e freddi. Tracce di locali simili alla taberna sono riconducibili anche ai Greci e agli Etruschi ma affinché la bevanda da bar per eccellenza, il caffè, approdi in questi esercizi, bisogna aspettare i Turchi. Già nel 1500 in Medio Oriente si consumavano in questi luoghi tè e caffè, e davanti alle tazze fumanti si incontravano artisti e uomini d’affari. Un concetto di luogo aperto, dove vedersi lontano da casa, per consumare bevande pregiate e ridere, pensare e discutere, che fu importato a cavallo tra il 1600 ed il 1700. È in questi anni che fanno la loro comparsa a Vienna, in Austria, e a Venezia, in Italia, le prime caffetterie, divenute poi celebri anche a Padova, Firenze e Roma. Il boom si ebbe soprattutto quando il Papato abolì il divieto di consumare il caffè. All’Italia, seguì poco tempo dopo anche la Francia, con Parigi.

 

Un simbolo italiano

 

Nel 1900 inizia a scomparire la scritta “caffè” a favore di “bar”, affermandosi nell’immaginario collettivo come uno dei simboli dell’Italia. Da luogo elitario divenne sempre più popolare: qui si riunivano non solo politici, attori ed artisti, ma anche persone di ogni ceto sociale. Fu definitivamente scelto dagli italiani come luogo chiave per cominciare la giornata negli anni del boom economico. Tra il 1950 e il 1960 andavano tutti di corsa a lavorare e si passava al bar per gustare un caffè veloce per poi scappare via.

 

Caffetterie Vergnano

È questa cultura del caffè che ha ispirato le moderne caffetterie Caffè Vergnano (https://www.caffevergnano.com/progetto-caffetterie/). Create da appassionati per appassionati, qui si gusta molto di più della classica tazzina di caffè. L’arredamento curato, la sensazione di essere a casa e le nostre miscele esclusive fanno di questi locali un’eccellenza per l’azienda e per l’intero settore.

E tu cosa aspetti a dedicarti un attimo di relax in una delle nostre caffetterie?