Monday 12 March 2018
GREEN

Biodegradabile o compostabile? Ecco le differenze

Biodegradabilità e compostabilità: questi due termini sono ormai entrati nel nostro vocabolario. Ma ne conosciamo davvero il significato? Sono sinonimi o indicano concetti diversi? Scopriamolo insieme. La sensibilità per i temi ambientali cresce sempre di più e modifica in meglio i nostri comportamenti. Ma a volte parole e concetti che usiamo quotidianamente possono non esserci completamente chiari. È il caso di biodegradabile e compostabile, spesso erroneamente considerati sinonimi. Ma conoscerne il vero significato è il primo passo per approfondire la nostra consapevolezza in tema di difesa dell’ambiente.

Capsule compostabili

Capsule compostabili

Biodegradabilità
Si definiscono biodegradabili quei materiali organici che possono essere scomposti grazie a microrganismi naturali in sostanze più semplici, fino a diventare acqua, metano e anidride carbonica. Si tratta di un ciclo naturale che coinvolge, in una catena chiusa, le molecole semplici, il mondo vegetale, gli erbivori e i carnivori: l’energia, sottratta al sole e all’atmosfera, passa di regno in regno, per tornare, con la morte dell’ultimo elemento della catena, all’atmosfera e alla terra.

 

La biodegradabilità a livello industriale
La catena descritta può essere riprodotta anche a livello industriale, portando alla decomposizione controllata dei rifiuti organici prodotti dall’uomo. Tutto ciò che è di origine completamente naturale, dal legno alla carta, dai tessuti alla pelle, è biodegradabile, ma i tempi di questa decomposizione naturale variano notevolmente. Secondo la normativa europea, però, perché un prodotto possa riportare la dicitura “biodegradabile” in confezione è necessario che la sua decomposizione avvenga almeno per il 90% nell’arco di 6 mesi.

 

La compostabilità
Si definiscono compostabili quei materiali organici che, tramite il processo di compostaggio, vengono trasformati in compost. Il compost, dunque, non è che il risultato, opportunamente sanitizzato e stabilizzato, della biodegradazione aerobica di rifiuti organici. Il compost maturo così ottenuto ha l’aspetto di un terriccio scuro ed è ricchissimo di sostanze nutritive utili alla coltivazione. Viene quindi utilizzato come fertilizzante naturale in agricoltura, compresa quella biologica. Perché, invece, un prodotto possa riportare la dicitura “compostabile”, secondo la normativa europea deve essere biodegradabile nell’arco di soli 3 mesi.

 

Nella vita di tutti i giorni
Conoscere la differenza tra biodegradabilità e compostabilità è importante nella vita di tutti i giorni, poiché aiuta a capire meglio che ciò che riporta la scritta “biodegradabile” non può essere gettato nella raccolta dell’umido, dove possono finire solo i prodotti compostabili. Le buste in plastica biodegradabile, ad esempio, non si possono utilizzare per raccogliere gli avanzi di cibo e i rifiuti organici. Gli amanti del caffè, invece, saranno felici di poter soddisfare il palato, salvaguardando l’ambiente e senza rinunciare alla comodità delle capsule.

Potranno scegliere, infatti, le capsule di ultima generazione , completamente compostabili, che dopo l’uso andranno gettate nell’umido. Un gesto semplice per rendere il momento della pausa caffè ancora più gradevole.
La difesa dell’ambiente in cui viviamo è ormai un’esigenza e un dovere individuale oltre che sociale. Dai piccoli gesti quotidiani può nascere un domani migliore: la scelta del caffè non è mai stata così green.